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sabato 29 luglio 2017

LA PAROLA AI TRANSGENDER

Ciao a tutti, come va?

In quest'ultimo periodo diciamo che la comunità transgender statunitense non se la sta passando proprio benissimo. Con la nuova amministrazione è stato abrogato il diritto di usufruire dei bagni scolastici in base alla propria identità di genere, e non in base al sesso indicato sui documenti, e alcuni Stati hanno già stabilito che bisogna usufruire dei bagni pubblici in generale solo in base al proprio sesso biologico (anche a prescindere da eventuali rettifiche sui documenti). Come se tutto ciò non bastasse Donald Trump ha da poco annunciato la sua ferma intenzione di vietare (di nuovo) che le persone transgender e transessuali possano prestare servizio nell'esercito... E ovviamente questo modo di fare sta suscitando diverse reazioni di protesta.

In ogni caso è bello vedere che, nonostate il clima non proprio favorevole, la comunità T non ha alcuna intenzione di tornare nell'ombra... E anche nel mondo del fumetto non mancano i segnali incoraggianti. Tara Avery (foto sotto) pubblica fumetti dal 1991, è una volontaria per l'associazione PRISM COMICS e da poco ha fondato la sua personale etichetta, la Stacked Deck Press, con cui vuole dare spazio ai fumetti che affrontano in vario modo il tema della diversità.

Proprio in questo periodo ha deciso di lanciare una raccolta fondi su kickstarter per pubblicare un'antologia di fumetti e vignette a tematica trans, interamente realizzata da autori trans. Il titolò sarà We're Still Here e se vi interessa avete ancora venti giorni per partecipare all'operazione e garantirvi la vostra copia (la pagina la trovate CLICCANDO QUI). Comunque secondo me è anche bello vedere come i fumettisti (o gli aspiranti fumettisti) dell'antologia abbiano deciso di promuovere l'iniziativa mettendoci la faccia...
Ed è molto bello constatare che, a distanza di venti giorni dalla fine della raccolta fondi, l'obbiettivo dei 17.000 dollari è stato ampiamente superato (al momento sono quasi 50.000). Segno evidente che, nonostante tutto, il tema è ancora abbastanza sentito e ha portato oltre 1300 persone a prenotare la loro copia... E magari i guadagni superiori alle aspettative permetteranno anche alla Stacked Deck Press di espandersi e di ampliare in futuro le sue proposte, avviando un circolo virtuoso che potrebbe portare a nuove iniziative simili nel prossimo futuro.

Staremo a vedere.

In ogni caso è bello vedere che negli USA la gente non sta mai con le mani in mano e che le minoranze non si lasciano mettere i piedi in testa facilmente.

Alla prossima.

giovedì 27 luglio 2017

IL GIALLO DEL BACIO PIRATA

Ciao a tutti, come va?

Quando era stata annunciata la messa in produzione del TV movie DESCEANDANTS lo avevo segnalato su questo blog anche perchè mi sembrava che il suo potenziale gay friendly poteva essere notevole (CLICCATE QUI). Dopotutto si trattava di una produzione incentrata sui figli e le figlie dei cattivi Disney, che quasi sempre - col tempo - sono diventati delle icone per il mondo gay, e ignorare questo dettaglio sarebbe stata sicuramente una scelta di marketing sbagliata, anche se si trattava di una produzione per ragazzi. A distanza di qualche anno, e dopo l'uscita del secondo capitolo della serie - DESCEANDANTS 2 - penso proprio di poter dire di averci visto giusto, anche se in realtà la situazione si è leggermente complicata... E probabilmente l'attuale situazione degli USA (con tutti i suoi rigurgiti conservatori) ha influito, almeno in parte, su quello che è successo... Anche se non escluderei anche una certa influenza del mercato internazionale.

Andiamo con ordine. Dopo il grande successo del primo TV movie la Disney aveva messo in produzione una serie in CG per le sue emittenti sparse in tutto il mondo, mentre un secondo capitolo era stato annunciato già nel 2015. Successivamente sono usciti diversi romanzi che - tecnicamente - avrebbero dovuto fare da ponte fra il primo e il secondo film. Poi, più o meno in contemporanea con l'arrivo in pompa magna del tanto atteso sequel, è stato messo in vendita anche il romanzo che ne ripercorre la trama, e che - essendo tecnicamente una "junior novelization"- è studiato in particolare per un pubblico di età compresa fra gli 8 e gli 11 anni.

Il che, in effetti, rende particolarmente interessante un passaggio in cui si legge chiaramente che due dei personaggi maschili - in preda all'euforia - esprimono il reciproco interesse scambiandosi un bacio. Per la precisione si tratta di Harry, il figlio di Capitan Uncino (da Peter Pan), e di Gil, il figlio di Gaston (da La Bella e la Bestia). Per dovere di cronaca qui sotto vi faccio leggere il passaggio incriminato.

Ora: essendo questa la trasposizione di un film si suppone che riporti abbastanza fedelmente quello che nel film avviene, e infatti è probabile che buona parte dei 13.000.000 di telespettatori che hanno visto DESCENDANTS 2 lo abbiano fatto anche perchè si aspettavano di vedere la suddetta scena... Anche perchè, e questo è il punto nodale di tutta la vicenda, i due attori che hanno interpretato Harry e Gil (Thomas Doherty e Dylan Playfair) avevano condiviso un frame sui loro social qualche giorno prima... E sembra davvero una scena ripresa da una sequenza, con tanto di pirati che ballano sullo sfondo...

Sarebbe potuta essere la prima scena con un bacio fra due ragazzi in un TV movie Disney per ragazzi, ma - per via di un eccesso di *MAGIA* Disney - è scomparsa misteriosamente dal film!

Scatenando l'ira funesta di un numero davvero alto di fans del franchise, e non solo, che evidentemente non aspettavano altro... E che poi hanno intasato il web con le loro proteste, cogliendo impreparata la stessa Disney, che poi ha rilasciato un comunicato stampa abbastanza goffo in questi giorni, in cui precisa che non ha tagliato alcuna scena... Perchè l'immagine che hanno condiviso i due attori non era prevista dal copione e l'hanno improvvisata senza permesso!

Ora: anche ammesso che i due attori in questione siano due burloni, mi pare davvero improbabile che si siano presi certe libertà, col rischio di compromettere tutta la carriera che hanno davanti... E questo comunicato sembra un tentativo, neanche tanto riuscito, di arrampicarsi sugli specchi e di scaricare la colpa della delusione del pubblico sui due giovani professionisti che si sono limitati a fare il loro dovere... Come testimonia il romanzo tratto dal film.


Ovviamente i due attori di cui sopra non hanno ribattuto al comunicato, anche perchè probabilmente sono stati molto cortesemente invitati a non buttare altra benzina sul fuoco. Quindi, a questo punto, cosa potrebbe essere successo davvero? Difficile dirlo.

La prima cosa che mi viene in mente è che l'immagine che hanno condiviso sui social, dopo essere diventata virale, abbia indisposto qualcuno di molto potente... Che potrebbe essere intervenuto per suggerire alla Disney di fare qualche ritocco alla pellicola, onde evitare di avere delle ripercussioni in futuro. Chi potrebbe essere così potente da intimorire persino la Disney?

Sia come sia la Disney deve avere valutato - forse un po' tardivamente - l'impatto che quella scena avrebbe potuto avere sul mercato estero, dove la questione è ancora un tabù. In Cina, ad esempio, è stato appena deciso di censurare tutti si siti che trattano di tematiche LGBT, mentre in Africa le emittenti che trasmettono cartoni animati hanno rischiato di vedersi ritirare la licenza di trasmissione proprio per via della disinvoltura con cui alcune serie hanno iniziato a trattare temi omosessuali (CLICCATE QUI). Per non parlare di quello che succede in Russia a chi osa "promuovere" l'omosessualità... Solo per citare alcuni casi... DESCENDANTS 2 è un prodotto per ragazzi studiato per la televisione, e per come vanno le cose ultimamente non è da escludere che un bacio gay avrebbe rischiato di compromettere pesantemente le licenze di trasmissione della Disney in diverse parti del mondo.

Forse avrebbero potuto proporre una versione integrale per il mercato Occidentale e una versione riveduta e corretta per il resto del mondo? Certo è che con la diffusione di internet sarebbe servito a poco e la reputazione delle produzioni Disney "per tutti" sarebbe stata comunque compromessa.  E, a questo proposito, non è detto che tutto il pandemonio che si è scatenato per la versione live de LA BELLA E LA BESTIA (dove è bastato accennare all'omosessualità di un personaggio per scatenare il boicottaggio) non avesse già iniziato a compromettere il rapporto della Disney con le nazioni più intolleranti... E forse la Disney ha pensato che un film con il figlio di Gaston che bacia un altro ragazzo rappresentasse un rischio suupplementare, se non addirittura un vero e proprio affronto.

Quel che è certo è che il 21 luglio scorso molta gente è rimasta delusa, e probabilmente il comunicato della Disney ha contribuito solo a peggiorare le cose... A questo punto bisognerà vedere cosa succederà nel terzo film, anche perchè - come dicevo prima - la Disney probabilmente non si aspettava una reazione di questo tipo, soprattutto da parte del pubblico più giovane...

Magari la scena verra *magicamente* reintegrata nella versione in DVD?

Ovviamente se ci saranno ulteriori evoluzioni vi terrò aggiornati.

Alla prossima.

martedì 25 luglio 2017

LESBICHE ESTIVE

Ciao a tutti, come va?

Giusto a maggio, parlando di come la situazione nelle edicole italiane non si schioda e di come, gira e rigira, piove sempre sul bagnato, mi chiedevo quanto tempo ci sarebbe voluto prima che anche Mercurio Loi della Bonelli offrisse una qualche rappresentazione stereotipata e/o negativa dell'omosessualità (CLICCATE QUI)... Detto fatto: la risposta alla mia domanda è arrivata già sul numero due della serie, uscito il 22 giugno scorso...

In questa occasione, molto in sintesi, il protagonista si confronta con un giustiziere mascherato - di nome Contrappasso - che è solito eliminare chi reputa responsabile di gravi peccati e che si scopre essere in realtà una donna. In effetti non c'è molto tempo per indagare il suo passato, o il motivo per cui il suo volto è perennemente contratto in una smorfia arcigna, ma ce n'è abbastanza per far vedere come si fa avanti con una misera sartina che decide di aiutarla...



Davvero notevole la quantità di luoghi comuni (negativi) legati all'omosessualità presenti in questa storia... E in particolare quelli tradizionalmente presenti negli albi Bonelli quando si parla di lesbiche. Anche qui abbiamo una lesbica predatrice, probabilmente squilibrata e incapace di avere una sessualità serena (non so se avete notato l'espressione che ha anche quando fa sesso), che ricorre all'assassinio per placare i suoi demoni interiori e lo fa indossando panni maschili. E, per non farsi mancare nulla, non si fa problemi ad insidiare una madre di famiglia...
In ogni caso, siccome siamo in un albo Bonelli e ovviamente un personaggio del genere non può cavarsela impunemente, perde la vita cadendo da un tetto dopo essere stata presa a schioppettate dalle forze dell'ordine... Ovviamente sotto lo sguardo impotente della povera sartina di cui sopra, giusto per punire indirettamente (e simbolicamente) anche lei per i suoi momenti di abbandono saffico...
Prima di tutto vorrei ringraziare l'amico Massimo Basili per avermi scansionato le tavole e riassunto la storia (perchè, a scanso di equivoci, non avevo alcuna intenzione di spendere cinque euro per una storia del genere, anche solo per una questione di principio), in secondo luogo non posso davvero fare a meno di chiedermi cosa sarebbe successo se una storia del genere - e con questi toni - fosse stata pubblicata negli USA o in un qualsiasi altro paese in cui i fumetti hanno smesso da tempo di strizzare l'occhio al pubblico tendenzialmente omofobo... Come minimo ci sarebbe stata un'insurrezione di parte del pubblico e molti siti e blog avrebbero iniziato a lanciare (simbolicamente) pomodori e frutta marcia...

Qui, invece, non è successo assolutamente nulla... E chi ha parlato di questo secondo numero di Mercurio Loi - semplicemente - non ha nemmeno accennato al fatto che in questa storia si toccasse (male) il tema dell'omosessualità.

Il che, presumo, la dice lunga su molte cose. Sul fatto che questo non è un fumetto per giovani e sul fatto che, dalle nostre parti, si è preferito glissare sul modo anacronistico e pregiudizievole con cui ha presentato certe situazioni e certi personaggi... E soprattutto sul fatto che chi abitualmente legge questi fumetti - evidentemente - NON fa parte del grande pubblico che ormai ha iniziato a fruire abitualmente di prodotti che hanno un approccio più moderno nei confronti di certi argomenti, altrimenti ci sarebbero state reazioni di tutt'altro genere.

Infatti è passato circa un mese da quando questo albo è arrivato in edicola e nessuno ha messo in luce il fatto che si è giocato una bella opportunità (tanto per cambiare) di svecchiare certi luoghi comuni... Soprattutto considerando che si tratta di una nuova serie che deve farsi conoscere, presumibilmente da un pubblico ampio e non necessariamente legato agli stereotipi bonelliani in fatto di omosessuali...


Cosa questo potrà portare in futuro non lo so, ma qualcosa mi dice che - con simili biglietti da visita - Mercurio Loi non è destinato ad avere un successo strepitoso... E qualcosa mi dice che tornerò a parlarne. In ogni caso penso che sia abbastanza interessante il fatto che una storia del genere si trovasse in edicola proprio mentre scoppiava il caso di una coppia gay rifiutata da una struttura turistica che non accettava "gay e animali".

Nel senso che è evidente che in Italia, come altrove, ci sono ancora molte persone che considerano l'omofobia qualcosa di normale e accettabile, ma mentre all'estero l'editoria a fumetti "popolare" ha un atteggiamento più progressista (e quasi pedagogico) verso omosessuali e minoranze varie, dalle nostre parti ha ancora una certa tendenza a strizzare l'occhio alle platee culturalmente arretrate e reazionarie... Quasi come se desse per scontato che siano sinonimo di "popolare", e quindi di grandi vendite... O meglio: dando per scontato che in italia i lettori potenziali di fumetti "popolari" rientrino, per la maggior parte, in questa categoria di persone, come in effetti avveniva dal Secondo Dopoguerra agli anni Settanta/Ottanta, diciamo.

Il punto è che, se si esclude lo zoccolo duro di quelli che sono invecchiati leggendo fumetti negli ultimi trenta/qurant'anni, il pubblico potenziale di oggi non appartiene necessariamente a fette di popolazione culturalmente disagiate e/o arretrate, o magari legate a una visione "tradizionalista" dei fumetti italiani, visto che le suddette categorie - che pure dalle nostre parti sono molto abbondanti - non passano più il loro tempo libero leggendo fumetti (visto che ormai possono impiegarlo in maniera molto meno impegnativa, e onerosa, facendo altro). Quindi ostinarsi a corteggiarle, nel lungo periodo, sarà una strategia sempre meno vincente.

Con buona pace di Mercurio Loi...

Comunque la cosa davvero imbarazzante è che questa difficoltà a comprendere quale sia il confine fra tematiche omosessuali e rappresentazione accattivante delle tematiche omosessuali è ancora abbastanza condivisa da diversi editori. Infatti l'Editoriale Cosmo ha da poco annunciato che a fine luglio riporterà in edicola Kerry Kross, la detective lesbica creata da Max Bunker (Luciano Secchi) nel 1994... Che fu un disastro allora e che probabilmente sarà un disastro anche questa volta (anche perchè, negli anni, Luciano Secchi ha provato a riproporla in edicola diverse volte, andando sempre peggio).


In realtà, da quello che si sa, l'Editoriale Cosmo voleva coinvolgere Luciano Secchi nella sua collana I GRANDI MAESTRI, e dato che suoi titoli di maggior successo (Alan Ford, Kriminal, Satanik) erano stati opzionati dalla Mondadori per una serie di ristampe la proposta dell'autore è stata questa, e forse all'Editoriale Cosmo hanno accettato di buon grado anche perchè - una volta tanto - si trattava di un personaggio omosessuale... E forse perchè Luciano Secchi ha ritirato fuori la sua versione dei fatti, quella secondo cui il personaggio a suo tempo non ebbe grande successo perchè era troppo avanti (!) a causa dei temi trattati, e perchè era stato boicottato dalle lobby bigotte... Nell'albo intitolato "Un rapimento incredibile", che risale al 2005 ed ha rappresentato uno dei (tanti) tentativi di rilancio del personaggio che si sono conclusi in un flop, si legge:

"Fece il suo esordio nel luglio del 1994 creando subito una reazione negativa nella stampa, specialmente in quella femminile che non gradiva affatto un personaggio omosex. La prima serie durò undici numeri e venne sospesa in attesa di tempi migliori. Ma la prevenzione nei confronti dell'omosessualità, al di là delle dichiarazioni di facciata, è sempre stata un ostacolo corposo sulla vita editoriale di Kerry. Anche la seconda apaprizione, che avvenne quattro anni più tardi nel 1998, con la ristampa degli undici numeri, più i quattro precedenti, sei di continuity e uno speciale che portarono la serie a ventitdue numeri, non ottenne quel successo che avrebbe meritato."

Ora: al di là dell'italiano un po' approssimativo, penso sia abbastanza evidente che Luciano Secchi puntava molto sul personaggio, ma non si è mai reso conto che - molto banalmente - non vendeva perchè le storie erano brutte e davano una rappresentazione dell'omosessualità (e in particolare dell'omosessualità come era vissuta a Los Angeles, dove la protagonista si muoveva) del tutto inverosimile. Anche perchè, evidentemente, Luciano Secchi non aveva idea di cosa voleva dire essere lesbica, e men che meno essere una detective lesbica a Los Angeles.

Senza contare che il personaggio, al di là del suo orientamento sessuale, era proprio costruito male. Nel senso che oltre a porsi in maniera lunatica e sconclusionata, finiva per reiterare tutta una serie di luoghi comuni e metteva in luce tutte le lacune di Luciano Secchi, che magari potevano anche passare inosservate negli anni Settanta, ma che vent'anni dopo facevano sentire tutto il loro peso.

In seguito il personaggio sarebbe comparso in  vari special annuali e come comprimario fisso nella serie Beverly Kerr. La sua ultima apparizione risale al 2008.

In parole molto povere Kerry Kross era un personaggio nato vecchio e che era già fuori luogo negli anni Novanta, quando venne concepito, mentre adesso - ad oltre vent'anni di distanza - probabilmente risulterà ancora più vecchio e fuori luogo... Soprattutto considerando che nel frattempo  il grande pubblico ha avuto modo di famigliarizzare molto di più con con i personaggi e le tematiche omosessuali, nel senso più moderno del termine.

Eppure ce lo ritroveremo (di nuovo) in edicola come se niente fosse... E la cosa tragicomica è che, in realtà, negli ultimi ventitrè anni la situazione nelle edicole italiane non è cambiata poi così tanto, come dimostra il secondo numero di Mercurio Loi. Tant'è che, giusto per dirne una, anche Kerry Kross ha una certa tendenza a predare le donne sposate...

E questo è quanto.

Alla prossima.

giovedì 20 luglio 2017

SUCCESSO SUL GHIACCIO

Ciao a tutti, come va?

Ormai di "casi editoriali", nati come fumetti online gratuiti che si fanno largo a vari livelli, ce ne sono stati diversi, anche nell'ambito dei fumetti a tematica LGBT... Però devo ammettere che in alcuni casi riesco ancora a stupirmi.

Non tanto per il fatto che ci sono fumetti online che diventano casi editoriali, quanto per il fatto che anche fumetti davvero molto particolari possono trovare i loro spazi, se gliene viene data l'opportunità. Il caso di cui vado a parlarvi oggi, ad esempio, è abbastanza emblematico di come tante volte i confini e i limiti sono un concetto molto relativo. Infatti il fumetto di cui vorrei parlarvi questa volta è "Check, Please!" di Ngozi Ukazu...

Si tratta di un fumetto partito qualche anno fa su un sito dedicato (CLICCATE QUI), e racconta le storie di una matricola universitaria (nonchè vlogger) di nome Eric "Bitty" Bittle, che ha un passato nel pattinaggio artistico ed è appassionato di pasticceria... E che ha voluto provare a farsi largo nella squadra di hockey su ghiaccio della sua nuova Università, la Samwell University del Massachusetts, anche se lui proviene dalla Georgia e quindi sa bene che non sarà semplice entrare a far parte di questo nuovo mondo... Sia a livello sportivo, sia a livello di rapporti interpersonali...


Però a quanto pare la sua buona volontà e la sua voglia di mettersi in gioco, col tempo, lo aiuteranno... E alla fine gli faranno trovare non solo delle nuove amicizie, ma anche una storia d'amore con il capitano della sua squadra, con il quale scoprirà di condividere un legame speciale man mano che questi cercherà di realizzare il suo pieno potenziale.

Altro non dico perchè le stagioni del fumetto sono tutte disponibili sul sito ufficiale, e lo saranno ancora per un anno almeno, visto che poi inizieranno ad essere pubblicate dalla casa editrice First Second Books e a quel punto non potranno più essere visionate gratuitamente. Nel frattempo, però, le prime due stagioni sono state pubblicate tramite una raccolta fondi su kickstarter che, per inciso, per il primo volume ha superato i 74.000 dollari e per il secondo ha sfiorato quota 400.000!

Decisamente non male per un fumetto incentrato su un aspirante giocatore di hockey, abbastanza insicuro e amante delle torte, che nel corso della serie finisce per mettersi con il suo capitano... Interagendo direttamente col pubblico tramite i "filmati" che prepara per il suo canale video e invecchiando in tempo reale con i suoi lettori...

E questo dimostra, fondamentalmente, che quando si riesce a centrare la giusta nicchia di mercato nel modo giusto tutto è possibile. Soprattutto grazie a internet e grazie a delle idee originali, per quanto apparentemente semplici. Quel genere di idea che, per intenderci, rende felice il pubblico che investe un po' del suo tempo (che di questi tempi è un bene sempre più prezioso) per seguire le vicende di Bitty e dei suoi amici. E quando il pubblico è davvero felice, a quanto pare, tende a ricambiare

Ad ogni modo "Check, Please!" rappresenta un caso interessante anche per via del fatto che è ideato e realizzato da una ragazza, Ngozi Ukazu, che ha delle solide radici afro americane... E dalla quale, per inciso, ci si aspetterebbe tutt'altro genere di fumetto. Quindi direi che è molto bello anche vedere come questa serie, con tutto il suo successo, dimostri come sia arrivato il momento di mettere da parte tanti pregiudizi che, più o meno consapevolmente, sono diventati parte della cultura dominante, anche per quel che riguarda i fumetti...

Comunque, a ben guardare, il caso di Ngozi Ukazu è interessante anche per altri motivi, visto che dimostra come può essere diverso il percorso formativo e professionale di un autore di fumetti negli USA rispetto ad uno che, ad esempio, vive in Italia. Infatti lei si è laureata all'Università di Yale  nel 2013 e poi nel 2015 ha conseguito un Master in Sequential Art al Savannah College of Art and Design... E questo perchè negli USA esistono corsi universitari in arte sequenziale che vengono approfonditi anche nei siti che si occupano di formazione scolastica e orientamento agli studi in generale come Study.com (CLICCATE QUI)... Dove tra l'altro si riportano dei dati interessanti sulle possibilità di sbocco professionale.

Ad esempio si legge che lo U.S. Bureau of Labor Statistics stima che nel 2014, negli USA, ci fossero 26.300 professionisti impiegati nei vari ambiti del fumetto, con un margine di crescita potenziale del 3% entro il 2024. Per completezza riporta anche che il redditto annuo medio di chi pratica questa professione, nel 2015, era di $46.460.

Quindi la sensazione è che negli USA quella del fumettista sia considerata a tutti gli effetti una professione artistica come le altre, e non un ripiego per chi può permetterselo, magari frequentando dei corsi presso delle costose scuole private che non offrono una formazione di tipo universitario. Comunque, a ben guardare, questi corsi universitari non sono solo una prerogativa delle Università statuinitensi. Ad esempio potete CLICCARE QUI per vedere cosa offre al riguardo la Dundee University nel Regno Unito (che più precisamente si trova in Scozia, casomai voleste farci un pensierino)...

In ogni caso, tornando al caso di Ngozi Ukazu, sicuramente la sua determinazione e il suo talento hanno avuto modo di essere coltivati in un contesto di un certo tipo, e questo potrebbe offrire qualche spunto di riflessione supplementare... Tantopiù che questa autrice può contare anche su un manager  che si sta specializzando nella gestione di autori di fumetti online e nel crowdfunding (CLICCATE QUI), e cioè su una figura professionale che dalle nostre parti rasenta ancora la fantascienza. Lui si chiama George Rohac, ha una pluriennale esperienza in fatto di editoria indipendente e trovate maggiori informazioni sul suo conto CLICCANDO QUI.

Morale della favola: forse, al di là della bravura del singolo autore e delle opportunità che offre internet, anche un contesto di un certo tipo può favorire lo sviluppo di certe idee e di certi talenti, e può aiutarci a capire meglio la genesi di certi piccoli miracoli.

Anche se poi restano pur sempre dei piccoli miracoli.

Alla prossima.

lunedì 17 luglio 2017

DATI BOLLENTI...

Ciao a tutti, come va?

Di solito l'estate è la stagione dei gossip e delle indiscrezioni, e più sono piccanti e meglio è, ma siccome questo è un blog alternativo il post di oggi si baserà su dati oggettvi... Anche se probabilmente l'effetto finale potrebbe essere lo stesso di un numero speciale di Novella 2000, visto che oggi finirò per fare un tipo di confronto che - a quanto pare -  nessuno ha mai osato fare prima...

A cosa mi riferisco? A una breve analisi della salute dell'editoria a fumetti italiana facendo un confronto fra le informazioni aziendali delle case editrici che dovrebbero rappresentare la spina dorsale del Made in Italy in edicola.

Si tratta di dati pubblici e depositati, anche se si possono reperire su siti un po' specifici, quindi devo ammettere che mi sembra un po' strano che a nessuno, prima di me, sia venuto in mente di fare una ricerca del genere... Soprattutto considerando che ci sono sempre più persone che si interrogano sulla reale situazione del settore lamentandosi della mancanza di dati ufficiali da elaborare...

Forse il problema è che gli unici dati che, in via più o meno ufficiosa, si cercano di recuperare per fare certe analisi sono quelli relativi alla vendite di questo o quel titolo, quando magari i parametri da analizzare per farsi un'idea un po' più precisa potrebbero essere anche altri, come il fatturato e il risultato netto...

Dove per "fatturato" si intendono gli introiti, mentre con "risultato netto" si intende il guadagno al netto di tasse, debiti, oneri finanziari pregressi e altro. Quindi, a scanso di equivoci, per analizzare la buona salute di un'azienda il secondo parametro potrebbe essere più interessante del primo... Anche perchè spesso un aumento del fatturato è determinato anche da maggiori investimenti, e i maggiori investimenti - se non c'è da parte abbastanza liquidità - possono portare a debiti, insolvenze e a problemi economici che possono determinare un complessivo peggioramento della situazione nel lungo periodo...

Ad esempio: il sito icribis rende pubblici i dati relativi al fatturato e al risultato netto delle aziende italiane prendendo come riferimento il periodo 2013-2015, e - siccome anche le case editrici italiane sono aziende debitamente registrate - con un po' di pazienza e di intuito si possono recuperare tutti i dati che servono per avere un'idea abbastanza precisa della situazione (perlomeno fino a un paio di anni fa, e non penso che da allora a oggi l'andamento della situazione abbia avuto particolari sconvolgimenti)...

Partiamo, ad esempio, dalla casa editrice più popolare (in tutti i sensi) di sempre:

Dati finanziari di Sergio Bonelli Editore S.p.a.:
L’ultimo bilancio depositato da Sergio Bonelli Editore S.p.a. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.
Il fatturato di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2015 è aumentato del 1,23% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 18,02% rispetto a 2013.

Non sono un ragioniere, ma considerando che si parla dell'editore che in Italia vende di più è abbastanza curioso notare che a fronte di un incremento di fatturato di poco più dell'1% in due anni sia segnalato un calo del risultato netto del 18%, segno evidente che le vendite - da sole - non bastano più a coprire gli investimenti.

Tuttavia si tratta di un bilancio estremamente positivo se paragonato a quello di un altro editore molto noto, che oltretutto può contare sui personaggi Disney... A chi mi riferisco?

Dati finanziari di Panini Societa' Per Azioni:
L’ultimo bilancio depositato da Panini Societa' Per Azioni nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 0.0.
Il fatturato di Panini Societa' Per Azioni durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il Capitale Sociale di Panini Societa' Per Azioni durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Panini Societa' Per Azioni durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 227,61% rispetto a 2013.

In poche parole il fatturato non è aumentato, ma nel giro di due anni il risultato netto è diminuito in maniera... Diciamo interessante. E questo nonostante, appunto, l'apporto di Topolino e soci. Anche in questo caso, non essendo un esperto, mi limito a dire che forse a monte ci sono delle strategie che andrebbero riviste... E forse anche dei piani editoriali che non sono propriamente vincenti.

C'è da dire che la Panini ha tantissimi rami editoriali in fatto di fumetti, e da qui non è possibile capire quali siano la principali ragioni del calo del risultato netto. Sicuramente i dati relativi alla Walt Disney Company Italia (che in Italia pubblica materiale dedicato ai personaggi Disney, ad esclusione dei fumetti) parrebbero suggerire che il marchio Disney non è più la miniera d'oro di un tempo (anche perchè, probabilmente, il tempo che una volta i bambini dedicavano alla lettura delle produzioni Disney ora lo possono dedicare direttamente ai canali tematici Disney, o magari ai videogames con personaggi Disney)...

Dati finanziari di The Walt Disney Company Italia S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da The Walt Disney Company Italia S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2016 e riporta un range di fatturato di 'Sopra 30.000.000 Euro'.
Il fatturato di The Walt Disney Company Italia S.r.l. durante il 2016 è aumentato del 15,45% rispetto a 2014.
Il Capitale Sociale di The Walt Disney Company Italia S.r.l. durante il 2016 è rimasto invariato rispetto al 2014.
Il risultato netto ottenuto da The Walt Disney Company Italia S.r.l. durante il 2016, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 50,57% rispetto a 2014.

In ogni caso in Italia c'è almeno una casa editrice che, editando un unico personaggio, non lascia spazio a molti dubbi, e i dati che vedete qui sotto sono abbastanza chiari, penso...

Dati finanziari di Astorina - S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Astorina - S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Astorina - S.r.l. durante il 2015 è diminuito del 3,56% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Astorina - S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Astorina - S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 46,46% rispetto a 2013.

In questo caso l'editore di Diabolik presenta un calo sia del fatturato che del risultato netto... Anche se il secondo parametro è calato dodici volte in più rispetto al primo. Anche in questo caso direi che è abbastanza evidente che Diabolik, da solo, non basta più a mantenere in attivo la casa editrice.

E questo succede anche se può contare da sempre sulle ristampe pubblicate da altri editori su licenza, quindi direi che è un dato abbastanza interessante.

Sia come sia i dati visti finora sono alquanto idilliaci se paragonati a quelli di un'altra casa editrice, che da tempo commissiona i suoi inediti soprattutto in Sudamerica, anche per una questione economica... Anche se ormai questa strategia, da sola, non basta a mantenere il bilancio in attivo, come potete vedere qui sotto.

Dati finanziari di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata:
L’ultimo bilancio depositato da Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2015 è diminuito del 26,31% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 8596,79% rispetto a 2013.

Che la casa editrice di Dago andasse male lo si intuiva dal fatto che ultimamente cercava di restare a galla riproponendo a getto continuo ristampe di storie viste e straviste fin dagli anni Settanta... Tuttavia che fosse messa così male (e questi dati si riferiscono a due anni fa!) proprio non me lo aspettavo.

Un fatturato in calo quasi del 30% a fronte di un risultato netto in calo di oltre l'8500%, da profano, mi fa pensare ad una casa editrice che praticamente sta andando avanti dilazionando sempre di più i pagamenti ai suoi creditori, e chiedendo sempre nuovi finanziamenti per salvare il salvabile... Magari lanciando sempre nuove testate (di cui nessuno sente la necessità) per accedere a nuovi prestiti e a nuovi finanziamenti per pagare i debiti pregressi. Ovviamente la mia è solo un'ipotesi, e magari chi è più esperto di me può aiutarmi a leggere meglio questi dati...

Comunque, dopo questa sfilza di percentuali abbastanza inquietanti, passo a segnalarvi le case editrici che, al momento, sembrano essere messe meglio, dimostrando - se non altro - di sapersela cavare anche in un momento non proprio facile.

Cominciamo da un editore che praticamente si occupa solo di ristampe, ma che lo fa in maniera molto oculata... E infatti i risultati si vedono.

Dati finanziari di Edizioni If S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni If S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Edizioni If S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 19,78% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Edizioni If S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Edizioni If S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 803,39% rispetto a 2013.

Sarà che Gianni Bono è genovese, o sarà per il fatto che è una persona con una certa esperienza e una buona dose di buonsenso, ma questa piccola casa editrice non ha mai fatto il passo più lungo della gamba.

Se qualche collana di ristampe non funzionava - molto semplicemente - la chiudeva prima che portasse in perdita il bilancio complessivo (e infatti, a suo tempo, restai orfano di una bella collana di ristampe dedicata Tarzan e la ristampa di Kolosso non andò mai oltre al primo volume... Peccato!). Certo ripubblicare personaggi risalenti a parecchi decenni fa non comporta grandi investimenti, ma mantenerli a galla non è una cosa da poco... Soprattutto arrivando ad avere un bilancio che segnala certe percentuali di incremento.

Un discorso leggermente diverso, però, andrebbe fatto fatto nel caso dei buoni numeri di un'altra piccola casa editrice, che presenta i conti molto in ordine...

Dati finanziari di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Meno di 300.000 Euro'.
Il fatturato di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 5,68% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 167,88% rispetto a 2013.

La più recente casa editrice di Alan Ford (amministrata dalla figlia del suo creatore Luciano Secchi), probabilmente, è riuscita ad aumentare i suoi introiti anche grazie alla Mondadori che in quel periodo ha ristampato in una nuova edizione personaggi come Alan Ford e Satanik...

E oltretutto bisogna considerare che la Mondadori doveva pubblicare anche delle storie inedite di Kriminal (per cui, presumo, avesse pagato i diritti a prescindere dal fatto che non è mai riuscita a portare avanti il progetto). Senza contare che il sito della casa editrice, di fatto, è soprattutto una vetrina pubblicitaria per prodotti di vario tipo (CLICCATE QUI), che SICURAMENTE non vengono pubblicizzati gratuitamente.

Non che ci sia niente di male ad andare in attivo raccogliendo sponsor, ovviamente, ma in questo modo è molto difficile capire in che misura la casa editrice si regge sulle sue gambe.

Cosa che però, forse, si può dire di un'altra casa editrice... Che quando comparve mi fece subito pensare che avrebbe portato via non pochi lettori a chi si spartiva le edicole fino a quel momento. In realtà la percentuale di fumetti italiani che pubblica, per ora, è abbastanza relativa, ma forte del suo successo sembra proprio intenzionata ad ampliarla...

Dati finanziari di Editoriale Cosmo S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Editoriale Cosmo S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 331,15% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 7,28% rispetto a 2013.

Anche in questo caso, pur non essendo un economista, sono tentato di pensare che il risultato netto così basso (ma pur sempre in attivo) rispetto al fatturato, sia determinato dal fatto che buona parte degli introiti sia servita a ripagare i finanziamenti che sono stati necessari per avviare la casa editrice (fondata nel 2012)... Che probabilmente ha iniziato a guadagnare davvero solo dal 2015 in poi. Il che è normale, penso.

Comunque un fatturato triplicato in due anni direi che è un buon segno, anche se sembra poco e niente rispetto ai dati che può snocciolare una casa editrice che - pur avendo una presenza molto limitata in edicola - sicuramente può essere considerata la reginetta incontrastata dei bilanci in attivo... Anche perchè in due anni ha registrato un'impennata a dir poco paurosa, e proprio da quando ha debuttato in edicola, e se non ci credete leggete i dati qui sotto.

Dati finanziari di Shockdom S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Shockdom S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Shockdom S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 566,65% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Shockdom S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Shockdom S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 13198,48% rispetto a 2013.
Un risultato che molte case editrici più blasonate non possono nemmeno sognarsi.. Men che meno all'indomani del debutto in edicola di un trimestrale umoristico... Eppure questo è quello che è successo nel caso della Shockdom...

Morale della favola: anche se i dati di vendita nudi e crudi possono confermare che Tex e Topolino vendono ancora tantissimo, direi che i dati aziendali possono aiutarci a comprendere meglio quelle che sono le reali tendenze del mercato, che probabilmente faranno sentire sempre di più il loro peso nei prossimi anni. Oltretutto, se si volessero tirare un po' di somme basandosi sui dati presentati in questo post, lo scenario che emerge è fondamentalmente opposto a quello che viene dato per scontato da sempre. Nel senso che le case editrici che effettivamente stanno dimostrando di saper camminare sulle proprie gambe, senza vivere di rendita, sono quelle più coraggiose, sperimentali e innovative... E non quelle più tradizionaliste.

Giusto per fare un esempio: le due case editrici che vanno meglio fra quelle elencate sono anche quelle che hanno scelto di mettere in catalogo dei titoli con protagonisti esplicitamente omosessuali... Sarà davvero solo una coincidenza?

Personalmente sarei più portato a pensare che non lo sia, e che la scelta di essere più aperti dei loro colleghi su certi temi sia il sintomo di una maggiore capacità di intuire quali sono i possibili gusti del pubblico di oggi... Una capacità che poi, inevitabilmente, determina un buon andamento della casa editrice in senso più generale.

A dire la verità, leggendo questi dati, mi verrebbe anche da pensare che tutta questa ossessione per la tradizione e per i tradizionalismi, da parte di certi editori, non sia motivata da una reale richiesta del pubblico, ma dall'incapacità di confrontarsi con la realtà di oggi... E dalla speranza che, coltivando i lettori storici (o tendando di formare dei lettori nuovi che siano in linea con quelli storici), il momento del confronto col mondo reale possa essere rimandato all'infinito.

Poi, però, vedendo certe percentuali viene davvero da pensare che il momento della verità sia ormai prossimo.... O che magari sia già iniziato ad arrivare (visto che i dati di cui sopra risalgono a due anni fa).

Chissà...

In ogni caso qualcosa mi dice che da qui a breve ne vedremo delle belle...

Alla prossima.